Riciclo creativo: pennarelli e marker esauriti per Il Cappello di Spirito

Pubblicato il da Giuliana Provenzale

Riciclo creativo: pennarelli e marker esauriti per Il Cappello di Spirito
Riciclo creativo: pennarelli e marker esauriti per Il Cappello di Spirito

Quanti pennarelli e marker allineati come soldatini in un portapenne o in una scatola, attendono di essere usati? Chi ha i figli che vanno a scuola sa bene quanto possa essere facile accumulare dei pennarelli, di ogni tipo e grandezza. La maggior parte di essi si seccano presto o si spuntano e si tende a gettare immediatamente quelli che non funzionano più. In realtà, anche i pennarelli secchi o consumati possono essere riciclati in molti modi, sia per continuare a colorare sia per realizzare degli oggetti.

Se non ci sono tutti i colori, non tutti funzionano bene...don't worry, cerca un disegno con linee semplici ed inizia a colorare delle sezioni, cercando di mettere insieme i colori che stanno bene.

Se sono secchi intingere la punta nell’aceto o alcool potrebbe essere una soluzione per far tornare a vivere i vostri pennarelli 

Una volta esaurito il colore, smontarli e riciclare la plastica mentre le punte ed i tamponi conferirli nell'indifferenziata. 

  • I tappi che coprono la punta  legati con uno spago, possono diventare delle collane
  • Gli steli in plastica possono esser incollati per rivestire rotoli di carta igienica così da farne singolari portamatite, oppure per foderare scatole piccole o scatoloni da trasformare in porta giochi.

Breve storia dei pennarelli da disegno
I pennarelli ed i marker da disegno  non esistevano prima della Seconda Guerra Mondiale. Fu proprio alla fine degli anni Quaranta che iniziarono ad arrivare sul mercato i primissimi esemplari, realizzati con punte intercambiabili in feltro che si rovinavano piuttosto in fretta. Nonostante questi primi difetti, però, gli antenati degli odierni pennarelli e marker non tardarono ad affascinare gli artisti, i quali videro in questi strumenti un’interessante innovazione.

Nei primissimi anni, in ogni caso, i pennarelli vennero prodotti non per usi artistici, quanto per soddisfare esigenze prettamente industriali. L’obiettivo primario dei produttori, infatti, era quello di rifornire alle fabbriche dei comodi strumenti per marcare in modo veloce i vari prodotti, per scarabocchiare sigle sugli scatoloni e via dicendo: niente di più lontano dal mondo dell’arte. Negli anni Cinquanta, però, qualcuno si accorse che quegli stessi pennarelli potevano avere un utilizzo meno rude più sofisticato, e fu così che i marker vennero via via introdotti nelle arti grafiche, del mondo della pubblicità e, parallelamente, in quello del fumetto.

Il ripiego artistico dei pennarelli incentivò un cambiamento anche nella loro fattura: nel 1963, in Giappone, si iniziò infatti a produrre dei pennarelli che, a differenza dei modelli precedenti con punte in fibre di lana non allineate, si differenziavano per la loro punta più definita e resistente, realizzata per l’appunto con delle fibre allineate. Il modello giapponese, neanche a dirlo, venne ben presto ripreso e imitato a livello internazionale, consacrando una volta per tutte i pennarelli al mondo dell’arte. I vantaggi, del resto, erano parecchi: i marker erano infatti maneggevoli, semplici da usare, veloci ed economici.

Versatili quanto nessun altro strumento artistico, dai colori nitidi e tendenzialmente allegri, i pennarelli vengono utilizzati nei più svariati campi: dal disegnatore hobbista al designer nel campo della moda, da pubblicitario all’artista vero e proprio che opera nel suo elegante atelier. Il loro colore è fluido e brillante, e la gratificazione nell’utilizzarli è pressoché istantanea.

Fonte: https://www.momarte.com/blog/per-iniziare/disegnare-con-i-pennarelli-e-con-i-marker-ecco-come-iniziare

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